Hamilton Khaki Field automatico ref. H70455133

Recensione Hamilton Khaki Field automatico ref. H70455133

Hamilton Khaki Field automatico ref. H70455133
Hamilton Khaki Field automatico ref. H70455133

Cari lettori appassionati di orologeria mi ritrovo a recensire (e possedere) un nuovo Hamilton Khaki Field automatico e si tratta del sesto orologio della casa Svizzero-americana che acquisto.

Potete leggere le recensioni dei precedenti orologi qui sul mio blog [Jazzmaster Maestro Crono 45 mm, Khaki Officer 44mm, Khaki Field 42mm, Jazzmaster Viewmatic 40mm e Khaki Field Mechanic 40mm] e come si vede il trend che contraddistingue gli acquisti è la costante diminuzione del diametro della cassa.

L’ultimo posseduto in ordine di tempo era Khaki Field Mechanic a carica manuale, un ottimo orologio ma le dimensioni del quadrante e soprattutto l’aspetto sabbiato dell’acciaio inox iniziavano a stancarmi. La conseguenza è stata la vendita e l’acquisto di questo classico oggetto della recensione.

Tutti conosciamo il Khaki Field da 38 mm a carica manuale di derivazione militare, il mio è l’alter ego in versione automatica e braccialato. Ma entriamo nei dettagli.

Le misure
DIAMETRO CASSA 38 MILLIMETRI
DIAMETRO CASSA 38 MILLIMETRI
LUG TO LUG 47 MILLIMETRI
LUG TO LUG 47 MILLIMETRI
SPESSORE SOOTO GLI 11 MILLIMETRI
SPESSORE SOOTO GLI 11 MILLIMETRI
LARGHEZZA ANSA 20 MILLIMETRI
LARGHEZZA ANSA 20 MILLIMETRI

Come si vede dalle foto sopra si tratta di un orologio dalle misure compatte e dalle proporzioni perfette. Anche sul mio polso sopra la media (quasi 20 cm di circonferenza) risulta perfettamente equilibrato e ben indossabile.

La cassa
Dettaglio delle finiture della cassa
Dettaglio delle finiture della cassa

Parto dicendo che la forma della cassa è particolarmente riuscita. Non c’è nulla di straordinariamente nuovo ma sono le proporzioni che la rendono bella a vedersi. Il diametro di 38 mm e il lug to lug di 47 mm la rendono “longilinea“. Pensiamo che una tale misura da ansa ad ansa la troviamo in orologi con un maggiore diametro cassa e in questo caso è proprio il fattore che determina lo sviluppo “longitudinale” sul polso. Insomma, riempie bene lo spazio sulla parte alta del polso e si contiene in larghezza…

Dettagli della cassa
Dettagli della cassa

Le finiture sono molto buone, come Hamilton ci ha ormai abituato. Tutti i dettagli sono satinati con una fine lavorazione. Fanno eccezione la lunetta e la corona che sono lucidati a specchio. Ovviamente stiamo parlando di acciaio inox di buona qualità.

La corona lucida a contrasto con la carrure satinata
La corona e la lunetta lucidate che contrastano con la carrure satinata

 

Il quadrante

Ad occhio nudo si percepisce subito che non si tratta di un quadrante monotono, ma occorre osservarlo bene sotto differenti angolazioni per riuscire a vedere il perchè. Lo sfondo è si nero ma non uniforme, troviamo infatti un sezione circolare del quadrante che è realizzata con una fine lavorazione a piccole righe concentriche. Una texture che fa da sfondo ai numeri arabi lungo tutta la circonferenza.

Dettaglio del quadrante: si nota la lavorazione a linee concentriche in corrispondenza dei numeri arabi
Dettaglio del quadrante: si nota la lavorazione a linee concentriche in corrispondenza dei numeri arabi

Questa lavorazione rende il quadrante tridimensionale. Muovendo il polso ed osservando l’orologio, non si vedono chiaramente le piccole linee ma si percepisce una profondità incisiva dovuta alla differente riflessione della luce.

In numeri vanno dall’1 al 12 e, in pieno stile militare Hamilton, sono doppiati con i corrispettivi numerini da 13 a 24.

Primo piano del dial
Primo piano del dial con i numeri “doppi”

Un dettaglio che cattura sempre la mia attenzione è il triangolino rosso sulla punta della sfera secondi. Solamente la versione da 38 mm automatica lo ha ed è un segno distintivo che potete utilizzare per riconoscere le varie referenze. Lo trovo un tocco allo stesso tempo frivolo e piacevole a vedersi, non pensavo mi potesse piacere a tal punto…

Sul reahut troviamo dei piccoli numeri arabi che identificano i minuti e vanno di 5 in 5.

La luminescenza mi sembra molto buona, soprattuto se teniamo presente che si tratta di un field watch e non di un diver.

Al buio il quadrante risponde bene
Al buio il quadrante dell’Hamilton Khaki Field automatico risponde bene

Tutto ciò è possibile ammirarlo attaraverso il vetro zaffiro in dotazione che non ha ricevuto però alcun trattamento antiriflettente.

Il bracciale

Di ottima fattura, anch’esso in acciaio inox, si accoppia alla perfezione con la cassa. Questo è un particolare che cerco sempre di notare in ogni orologio in quanto mi è capitato di vedere segnatempo molto costosi con accoppiamento cassa bracciale veramente lasco.

Il perfetto accoppiamento cassa bracciale
Il perfetto accoppiamento cassa bracciale

Nella foto qui sopra si nota la fintura satinata del bracciale che però contrasta con quella della cassa. Sul bracciale la lavorazione è longitudinale mentre sull’ansa è concentrica alla circonferenza del quadrante.

I finali sono pieni mentre voglio sottolineare la forma delle maglie. Ognuna di esse è formata da 3 segmenti; in pratica quella linea centrale che “traccia” tutto il bracciale non è una incisione. Sono le maglie che sono separate.

Ogni singola maglia del bracciale è formata da 3 pezzi
Ogni singola maglia del bracciale è formata da 3 pezzi

La clasp è ben realizzata. Si tratta di acciaio pieno e non di lamierino stampato. L’idea di solidità e qualità è elevata.

Notare lo spessore della parte ripiegabile
Notare lo spessore della parte ripiegabile

Solamente 2 forellini per la micro regolazione che andrà quindi fatta levando o aggiungedo maglie. Il sistema di fissaggio di queste ultime è a pin semplice e fortunatamente non a spina e collare come certi Hamilton. In questo caso l’aggiunta o la rimozione è alquanto più semplice e veloce.

Il dorso della clasp: satinatura longitudinale e logo Hamilton inciso
Il dorso della clasp: satinatura longitudinale e logo Hamilton inciso
Il calibro

Il movimento incassato è il mio amato H10. Ho già scritto di questo calibro nei precedenti articoli.

Diretto discendente dell’ETA 2824-2 che viene “elaborato” da ETA in esclusiva per la casa svizzero/americana.

Come tutti sappiamo entrambi i brands fanno parte del gruppo Swatch e questo consente ad Hamilton di avere in esclusiva i calibri su misura per i propri orologi; siano essi leggermente o pesantemente modificati (dalla base 2824-2) ciò che è da tenere di conto è che solamente i brands facenti parte del gruppo possono attingere a questi calibri in quanto ETA non fornisce più clienti terzi esterni al gruppo.

A mio modo di vedere questo rappresenta un valore aggiunto per Hamilton e per gli altri marchi del gruppo stesso.

La riserva di carica di questo “muletto” dei calibri è stata portata a ben 80 ore, un valore elevato che pochi altri brand possono vantare di avere.

La sensazione di solidità, nel momento in cui si procede alla carica manuale, è molto elevata e si percepisce il valore e la qualità dell’intero assemblaggio. Per quanto riguarda la precisione, il mio monitoraggio sul campo (scusate il gioco di parole) ha dato un risultato di -2 secondi al giorno che direi eccezionale.

Siccome il fondello è trasparente, è possibile guardare il calibro funzionante in qualsiasi momento.

Primo piano del fondello a vista e del calibro H10
Primo piano del fondello a vista e del calibro H10

Un dettaglio da notare è la lettera H incisa sul rotore. In questo caso è stilizzata mentre è possibile trovarla anche in stampatello semplice (H). I modelli più recenti sono identificabili dalla H stilizzata mentre quelli datati (pur montando il calibro H10) la hanno semplice.

Se volete invece capire se il vostro Hamilton Khaki Field automatico incassa un ETA 2824-2 o un H10 allora dovete guardare se è presente la racchetta di regolazione. Se c’è è un 2824, se è assente è il più moderno H10.

I difetti dell’Hamilton Khaki Field automatico ref. H70455133

Più che difetti oserei definirli appunti, in quanto non possono essere considerati “deal breaker” ossia un impedimento all’acquisto.

La corona di carica. Mi sembra leggermente sovra dimensionata. Mi piace pensare che sia così in modo da facilitarne l’utilizzo con i guanti durante una operazione militare.

La clasp. Solo 2 fori di micro regolazione possono essere pochi se non si trova la corretta lunghezza per indossarlo.

La finitura bracciale. Non fraintendetemi, è di elevata qualità ma essendo leggermente differente a quella della cassa (la direzione delle striature di lavorazione) sotto certi colpi di luce li fa apparire due metalli differenti.

Conclusioni

Ho finalmente trovato l’Hamilton definitivo (almeno credo) e al polso fa la sua por*a figura. Un tempo credevo che 38 millimetri di diametro non sarebbero mai stati sul mio polso mentre adesso mi domando come facevo ad indossare il Jazzmaster Maestro da 45 mm. I tempi cambiano e i gusti cambiano.

Entrando nei dettagli posso dire che l’indossabilità è ottima ed è molto comodo. Il quadrante è perfettamente leggibile (questo è uno dei suoi punti forti) e il bracciale avvolge il polso senza fastidio. La precione, come detto, è per ora strabiliante.

Penso che per una persona “normale” questo potrebbe essere l’orologio defintivo ed unico. Con poco più di 500 euro avrebbe un orologio perfetto in tutto e per tutto.

Noi appassionati, invece, ben sappiano che uno non è sufficiente… ma per ora credo che questo rimarrà in collezione per lungo tempo.

Per chi fosse interessato all’acquisto ecco il link: https://amzn.to/2Xui1YW

Ed ora un po’ di foto come al solito…

Disclaimer: Sono un appassionato collezionista con limitate nozioni tecniche e tanta voglia di studiare. Le recensioni qui riportate rappresentano esclusivamente un parere personale e sono frutto di esperienza diretta. Gli orologi recensiti sono stati tutti da me posseduti nel tempo.

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