Orient Tristar RA-AB0034Y19B – recensione

Recensione completa dell’Orient Tristar RA-AB0034Y19B

Ciao ragazzi e benvenuti a questa nuova puntata di contatori del tempo, l’orologio oggetto della recensione odierna è l’Orient Tristar nella versione sfere “dauphi”.
Avevo già recensito un Tristar definendolo il migliore orologio meccanico sotto i cento euro e con questo di oggi vado a confermare quell’impressione.
Il mio caro amico Alessandro mi aveva ammonito, basta Orient basta per favore, ed era mia intenzione seguire il suo consiglio se non che mi sono ritrovato 15 euro di buono da spendere su Amazon alla ricerca di un orologio interessante da recensire.
Ho provato in tutti i modi a cercare qualcosa di interessante attorno ai 100 Euro ma alla fine questo di oggi mi ha folgorato subito e ho dovuto scegliere nuovamente un Orient.
In realtà ogni volta che mi passava sotto gli occhi mi sembrava il vecchio modello che già avevo, i rendering sui siti web o su Amazon non rendono mai giustizia all’orologio stesso. Per caso ho notato le lancette differenti dal vecchio e osservandolo poi bene mi sono reso conto di avere a che fare con un altro orologio.
La prova del nove è stata andare a cercare dei video copiando e incollando la referenza ed è a quel punto che sono rimasto stupito dalla bellezza dell’orologio.
Chi è nella mia chat Telegram (ecco il link: http://bit.ly/2NviVkT) sa di cosa sto parlando perché mi sono poi consultato con loro.
Ci sono due varianti di questo orologio, una col quadrante blu quasi nero ed una col quadrante color tabacco. Ho scelto quest’ultima per l’originalità del colore in quanto pochi altri orologi hanno questa tonalità, e perché di orologi blu ne ho ormai diversi.
Avendo regalato il mio Tristar vecchio, mi mancava quindi un orologio così e la mia intenzione sarebbe poi quella di utilizzarlo con un nato. A tal proposito vi invito a rimanere fino alla fine perché voglio mostrarvi l’orologio con tre soluzioni. Una col bracciale originale, una con il cinturino nato ed una con un cinturino in pelle artigianale. Per una volta ho bisogno di un vostro parere per decidere quale possa essere la soluzione migliore.
Prima di passare alla recensione vorrei mettere in comparazione il vecchio Tristar con questo, giusto per farvi capire che non si tratta di un quadrante colorato diversamente, ma di un orologio completamente diverso.

Orient Tristar comparazione
Comparazione tra il vecchio e il nuovo Tristar

Il vecchio aveva sfere a spada, indici di dimensioni maggiori e quadrante lavorato a vinile, il nuovo a sfere Daufin, indici in metallo lucidato più piccoli e quadrante tobacco soleil. Ma le differenze non si fermano qui..
Nel nuovo la lunetta non arriva a filo della cassa, lascia un millimetro scarso per parte e le anse sono più armoniose, terminano con minore larghezza e soprattutto hanno uno smusso lucido che le collega dolcemente al bracciale.
Come si vede sono due orologi di dimensioni simili ma molto differenti nelle finiture.
Già da questa foto si percepiscono le migliori finiture di questo orologio.

La cassa dell’Orient Tristar.

Iniziamo dalle misure, diametro cassa 40 mm, ingombro al polso 45,4 mm, spessore 10.5 mm e misura ansa 20 mm.

Misure perfette, specie lo spessore di poco più di un centimetro. La cassa è veramente ben fatta, troviamo una satinatura fine ed elegante nella parte superiore che continua sulle anse e si trasforma in lucida nel momento in cui incontra uno smusso di 45 gradi che va verso il bracciale.

Lo smusso si raccorda alla perfezione con l’interno dell’ansa e forma un tutt’uno bello a vedersi.

Dettaglio da rimarcare in quanto veramente elegante e non facilmente trovabile in questa fascia entry level.

La lunetta lucida, come detto in apertura, si adagia sulla cassa senza raggiungere i bordi esterni. Anche questa soluzione denota una certa ricerca di design.

Orient tristar
La lunetta non raggiunge i bordi

Il vetro minerale è piatto e sporge leggermente dalla lunetta, mentre il fondello a vite presenta le solite semplici incisioni la laser.

Economica soluzione senza particolari pregi. Anche la corona risulta anonima, senza logo e lucida.

Orient tristar

L’insieme delle componenti descritte permette una impermeabilità dichiarata di 50 metri, appena sufficiente.

Il quadrante dell’Orient Tristar

Il quadrante è forse la parte meglio riuscita dell’orologio, sicuramente è quella che attrae maggiormente lo sguardo. Un color tabacco che gode di una lavorazione soleil che risponde ai colpi di luce andando a cambiare i riflessi di colore.

sfere dauphinOffre il proprio lato migliore proprio alla luce del giorno mentre tende a nascondersi quando l’illuminazione è scarsa. Un bell’effetto che lo fa sembrare quasi un orologio di alta fascia.

Orient Tristar

Gli indici applicati e le sfere dauphin completano il quadro. I primi sono metallici e sfaccettati in maniera precisa, in moda da poter riflettere la luce da qualsiasi angolazione e risultare sempre visibili. Le lancette sono perfettamente sagomate, nette e ricoperte di materiale luminescente.

Oltre agli indici metallici troviamo anche dei piccoli dot luminescenti, una soluzione che ricorda gli orologi degli anni  70 e che al buio fa il paio con le lancette regalandoci una tanto buona quanto inaspettata leggibilità al buio.

 

Il calibro dell’Orient Tristar

In In casa Orient sanno come depistare l’acquirente, si fa fatica a reperire una scheda tecnica e spesso ci si deve affidare a lunghe ed estenuanti ricerche online.

Fortunatamente ne sono venuto a capo e vorrei condividere con voi l’interessante informazione che ho scoperto. Dall’incisione sul fondello si riesce a capire il calibro incassato. In pratica le prime due lettere del codice indicano il calibro.

Basta poi andare a verificare sulla tabella e scoprire di cosa si tratta.

Nel mostro caso le prime due lettere sono AB, e la tabella ci indica che il calibro è il F4902 senza stop secondi, senza carica manuale, con  40 ore di riserva, 21.600 oscillazioni e 21 rubini.

Vi lascio sotto al video il link per scaricare la tabella a vostro uso e consumo.

Si tratta di un calibro base che più base non si può, ma almeno qui, a differenza del Seiko 5, hanno messo un fondello chiuso e non ci è dato vedere l’essenzialità della lavorazione.

Ho notato che il cambio data inizia molto presto, verso 23 e 15. Questo calibro, quindi, necessita ancora più della solita attenzione e cioè occorre evitare di regolare l’orario, utilizzando la corona, dalle 21.00 alle 3.00 di notte. Come si sa in questo arco di tempo la ruota data è ingaggiata dagli ingranaggi e facendo ruotare le lancette si rischia di rompere qualcosa.

Per concludere il discorso calibro occorre segnalare lo scarto giornaliero che ho riscontrato. Da una mia misurazione sul campo lo scarto è risultato di circa 15 secondi al giorno.

Più che buono per un orologio di questa fascia e un calibro base di questo tipo.

Il bracciale

Come tutti gli orologi economici, anche qui, il punto debole è il bracciale.

I finali sono a magli ripiegate ma sono ben saldi e non sferragliano, non è da tutti.

 

Una volta passato questo step ci ritroviamo però con un bracciale a maglie ripiegate, leggerino e rumoroso. Così come la clasp in lamierino sottile, perni grezzi e senza decorazioni.

 

Un bracciale paragonabile a quello del Seiko 5, anzi … probabilmente prodotto dallo stesso fornitore… tanto più che il sistema per rimuovere le maglie è lo stesso. Scomodo e macchinoso.

Conclusioni

Conclusioni:
Ritengo di aver fatto un buon acquisto, soprattutto in relazione ai 105 euro spesi. Un orologio che al polso mi ricorda le sensazioni del Datejust, con tutti i dovuti distinguo qualitativi. Voglio dire non è un homage, per nulla, ma lo stile classico e le forme sinuose si rifanno appunto a quei segnatempo iconici che vanno oltre le mode.
L’unico punto debolissimo è appunto come detto il bracciale, piuttosto cheap e rumoroso. Quel bracciale però che in quanto ad aspetto, per lo meno da una certa distanza, me lo fa piacere molto ed è per questo che sono indeciso se lasciarlo col bracciale, metterci un nato oppure un bel cinturino in pelle.
Guardiamo le immagini al polso.
Qui è con il suo bracciale originale, mi piace, non è un jubilee ma mi ricorda molto quello stile.

Qui con il nato, colori alla James bond. Comodo , sbarazzino, informale….

E qui con il cinturino in pelle realizzato artigianalmente da John Cool Straps per il mio Oris Diver 65.

Che ne dite? Fatemi sapere nei commenti qui sotto cosa pensate così alla fine scelgo cosa metterci


 

Disclaimer: Sono un appassionato collezionista con limitate nozioni tecniche e tanta voglia di studiare. Le recensioni qui riportate rappresentano esclusivamente un parere personale e sono frutto di esperienza diretta. Gli orologi recensiti sono stati tutti da me posseduti nel tempo.

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